Pitigliano, un borgo toscano con una popolazione di 3500 abitanti, è pronto ad accogliere “Voci a Pitigliano”, una serie di conferenze-spettacolo in programma dal 14 marzo al 21 aprile. Presentata nella sala stampa della Camera dei Deputati a Roma, la manifestazione si propone di esplorare modalità alternative di accoglienza, ponendo al centro il benessere dei residenti e la valorizzazione culturale.
Un percorso di riflessione condivisa
Questa rassegna rappresenta il culmine di un’iniziativa avviata dal Comune di Pitigliano per affrontare le problematiche legate al turismo mordi e fuggi. Il sindaco Giovanni Gentili ha affermato: “Pitigliano punta su un modello distintivo, fondato sulle esigenze e aspettative della comunità locale. In questi mesi, abbiamo dialogato con i cittadini riguardo agli effetti negativi del turismo mordi e fuggi, all’aumento degli affitti brevi e al conseguente cambiamento del centro storico”. L’iniziativa nasce dal progetto “Pitigliano Turismo 2025”, che ha coinvolto i cittadini attraverso questionari, tavoli tematici e confronti con altri sindaci toscani.
Un programma ricco di incontri e lezioni-spettacolo
Il programma di “Voci a Pitigliano”, curato da Simone Marrucci, prevede incontri tematici ispirati dalle parole chiave emerse dalle interviste ai residenti. Tra i relatori figurano Emilio Casalini, giornalista e conduttore di Rai 3, Maurizio Bettini, antropologo e professore emerito di Filologia classica, e Duccio Canestrini, antropologo. Gli appuntamenti si terranno al Teatro Salvini e nella sala Ildebranda, affrontando temi che spaziano dalla crisi epistemica italiana alla cucina tradizionale, dalla felicità delle comunità alla decrescita turistica.
Un modello per le aree interne
“Voci a Pitigliano” ha ricevuto il patrocinio della Regione Toscana, di Anci Toscana, Unioncamere e il supporto di Banca Tema. Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ha dichiarato: “‘Voci a Pitigliano’ è un esempio virtuoso di riflessione sul futuro dell’accoglienza. Governare il turismo significa tutelare l’identità dei luoghi e la qualità della vita delle comunità”. L’iniziativa si propone di essere un laboratorio aperto, fondato sul benessere dei cittadini e sul valore del dialogo tra residenti e ospiti, con l’obiettivo di diventare un modello per molte aree interne.