La Regione Toscana ha reso noto un investimento di 32 milioni di euro previsto per il 2026, finalizzato a contrastare e diminuire le liste di attesa nel settore sanitario. Questa iniziativa rappresenta un passo importante verso un miglioramento dell’efficienza e della qualità dei servizi offerti ai cittadini.
Strategie per ridurre le liste di attesa
La strategia della Regione Toscana si fonda su tre pilastri principali: il potenziamento dell’attività interna, l’uso di risorse straordinarie per prestazioni nel settore privato e la verifica dell’appropriatezza delle prescrizioni. Questi interventi sono studiati per rispondere a un aumento della domanda di servizi sanitari, che tra il 2019 e il 2024 ha fatto registrare un incremento del 43% per visite e prestazioni ambulatoriali. I 32 milioni di euro saranno ripartiti in 20 milioni per l’attività interna e 12 milioni per il privato accreditato, portando il fondo complessivo a 329 milioni di euro. Inoltre, 4 milioni saranno riservati a miglioramenti significativi nei tempi di attesa per prestazioni critiche come dermatologia e oculistica.
Interventi chirurgici e verifica delle prescrizioni
La Regione ha richiesto alle aziende sanitarie toscane un aumento degli interventi ortopedici complessi e il rispetto dei tempi di attesa per il 90% delle prestazioni chirurgiche di classe A e B. I dati del 2025 mostrano che il rispetto dei tempi per interventi su tumore alla prostata e protesi d’anca è particolarmente basso, con tassi del 65,8% e 72,9% rispettivamente. Inoltre, è stato riscontrato un problema di appropriatezza nelle prescrizioni, con un aumento del 41% delle visite specialistiche e del 49,8% delle prestazioni diagnostiche dal 2019. Per affrontare questa problematica, la Regione ha implementato un sistema basato su quesiti diagnostici standardizzati, riuscendo a ridurre dell’11% le prescrizioni inappropriate per risonanze magnetiche e Tac.
Impegno e prospettive future
Il presidente della Toscana, Eugenio Giani, insieme all’assessore regionale al diritto alla salute e alle politiche sociali, Monia Monni, ha sottolineato l’importanza di questo investimento, considerato un impegno concreto per migliorare la qualità delle cure e dell’assistenza sanitaria. Le misure già adottate hanno permesso di recuperare quasi 16mila interventi chirurgici e oltre 356mila prestazioni ambulatoriali nel 2025. La sperimentazione in corso per le visite specialistiche promette risultati simili, mirati a contenere le prescrizioni inappropriate senza compromettere l’assistenza. La Regione continua a collaborare con la comunità scientifica e le aziende sanitarie per garantire un servizio sanitario pubblico di alta qualità.